Le‘sottoposte’ 10 domande(sotto forma di dialogo\risposta,totalmente
inventate per l’occasione e puro frutto di fantasia che non coincidono necessariamente con le idee ed intenzioni di Beuys e di chi scrive su questo Blog)e relative risposte,sono da intendere quindi come forma personale d’omaggiamento, alla Personale del Suddetto Artista –Beuys- che si tiene a Foggia presso la Fondazione Banca Del Monte “Siniscalco Ceci” dall’11 al 31 Ottobre 2008 con titolo “Nascita di un artista”.E curata da Stefan Nienhaus e Guido Pensato.
Gli interventi qui sottoposti sono completamente estranei in ogni modo perciò, ad intrecciare qualsiasi interferenza nel merito,con i curatori le autorità e gli organi competenti organizzatori dell’evento.Qualsiasi citazione(possibile)a fatti cose e persone rientra quindi nel del tutto casuale.
-Senta Beuys.
-Diamoci del tu mi chiamo Joseph.
1) Ok.Senta Joseph.Dovesse scegliere in un percorso ascensionale naturale biologico.Tra la sua esperienza artistica e la propia realtà esistenziale.Che cosa crede possa discernere o meno da entrambe o da ciascuna per accrescerne ad oggi il significato,il Valore..eventualmente,per l’arte.
Joseph: Guardi.Mettiamola su questo piano.Noi stiamo parlando perché entrambi comunichiamo qualcosa a noi stessi ed agli altri.Gli altri sono il valore aggiunto. L’arte la pittura o la musica ecc. riflettono meccanismi umani i quali hanno bisogno di Riflessione,applicazione,istinto,ragione,condivisione,ed anche apprezzamento. La catena di questi “one” e non “ismi” quasi tautologicamente sembrano riportare intrinsecamente alla scrittura,cioè all’origine della stampa a caratteri mobili e alle incisioni di Gutemberg.Ecco perché sensorialmente nella percettività,la catarsi che purifica l’uomo e l’arte con la natura a livello personale,può in certi casi superare le barriere e plasmarsi o celarsi a seconda dello ‘Stigma’ in questione su di un percorso spirituale,dove la coscienza personale può riuscire a trovarne la porta e la via d’uscita.Se io le dico che l’uomo ha bisogno per alimentarsi dell’industria e l’industria viceversa dell’uomo,non negherei affatto nulla di nuovo.Poichè Oggi,dai Sessanta,con il linguaggio che aleggia sugli strascichi della storia dell’uomo all’affacciarsi sull’era contemporanea,è come se ciò svanisse nel momento stesso in cui ne parliamo.L’industria della catena di montaggio e quella ultratecnologica non ha eliminato l’uomo,e se l’industria un giorno diventerà interamente biologica-e degradabile,non lo eliminerà comunque,ma continuerà a tenerlo sotto scacco.L’uomo stesso per causa e cognizione,è come la buccia di banana biodegradabile.Chi assume l’onere di produrne il frutto in quantità per tutti soddisfacievole fino alle tavole,talvolta inconsciamente non sa di offendere la natura.Lo stesso dicasi per chi abusa di preconfezionate abitudini affini.Insomma toccarne i temi artistici (travalicandone i rispettivi logos di riferimento),della natura morta o dell’icona emblema della pop art,volendone a tutti i costi invertire piani e ruoli in altri tessuti a volte può essere interpretato fin anche come un atto di ‘devozione’ forzata, ma che rischia di contaminarsi e contagiarsi tra diversi linguaggi metodi e applicazioni in modo superficiale e poco opportuno.Sta qui lo svincolo del tutto.O si decide di incanalare la via della solitudine o quella della collettività che dovrebbe
portare alla solitudine.Non è un citazione di un film Horror solo per convenzione comunicativa di convenienza.E’ la presa di coscienza che la natura predispone su di noi e che vuole che noi inconsciamente o meno esercitiamo,in mdo tale da farla riemergere tra gli ingranaggi sociali ed artistici divulgativi ad ogni livello.E’ un pò quello che in fine la critica potrebbe etichettare all’artista,inteso come mestiere di spettacolo prestato all’artista,alla ricerca del proprio caos ed ordine tra la disciplina del silenzio ed il frastuono degli sbalzi di umori legati alle varie sensazioni quotidiane.In ogni caso una ‘Guerra’ nel doppio senso(che non gli compete).
2) Che cosa (se c’è) lo lega veramente alla Daunia ed al Gargano in particolare,a parte la questione legata al suo ‘soggiorno’ militare che proprio da queste parti, segnò una svolta importante nella sua vita.
Joseph: Guardi.Sarò più coinciso.Il silenzio,la libertà degli spazi e del paesaggio,il clima e la luce che si condensa e riecheggia negli odori,nei riti e nelle movenze della gente e degli alberi.Tutto questo è ricerca dell’assoluto nell’equilibrio dell’ecosistema.Cercare di meditare a fondo su un fatto del genere può portare una gioia immensa nel relazionarti anche coi tanti animali che vi abitano.Scendere da quella montagna e un pò come scendere dall’arca di Noè se decidi di viverla intensamente.Riesci ad immaginartela pur non avendola mai vista,rendendola profana come un Cavallo di Troia.L’energia che condensa e trasmette la montagna è selvaggina per la mente.Non è polis ma anapolis.All’estremo per convenzione vi sono i pezzi di lamiera e di motore e gli ‘ingranaggi’ dei caccia e degli aerei militari,così onnipresenti anche con le svariate basi militari che stazionano sul promontorio.Ma già volendo avviarsi dalla pianura e dalla collina come ad Apricena,dove di tutto questo è come se,se ne potrebbe iniziare a parlare.L’hà dove si costruiscono le fondamenta del dialogo e la roccaforte della passione incontrollata,come quella di immortalare il silenzio e la meditazione attraverso un trasfert di adesione al popolo locale tramite il tuo spirito ed il tuo dna:Con il grasso che livella e riempie lo spazio su di una seggiola di legno.La tradizione che corre in soccorso del naufrago.Il naufrago che annienta la guerra con la pace e si redime ad un linguaggio che poi anche se a ritroso ti porterà in avanti.Quello dell’arte.
3) Si.Mi pare di capire che l’antroposofia in questo senso centri ben poco
con il resto dei movimenti e dei linguaggi precedenti Fluxus.O meglio,
come lo relazionerebbe alle vicissitudini pragmatiche dell’arte in tal senso,abbandonando un attimo il sociale intriso per certi versi di risvolti onirici post-moderni.Quale potrebbe essere secondo Lei l’hic et nunc che scardina queste barriere,per protrarsi vs il futuro.
Joseph: Quello che fu la ‘famiglia Deus ex machina’ tra Apollo e la Dea Venere della bellezza ad esempio.Ossia un disegno a cui Cupido decise di partecipare inconsapevole di Bacco e di Dionisio.Il risultato fu un affrancamento a prescindere dal Creato,che portò alle mille sfaccettature,riversatesi nei sentimenti umani narrati dai vari Omero Ed Enea nelle loro somme opere Epiche.Ulisse era il combattente ignaro e pur consapevole dei destini del suo popolo.Achille la sua opposizione o controprova.In parte in questo,sono racchiusi gli albori dei molti linguaggi artistici moderni e dei comportamenti e sensazioni che li animano.Arcaicamente infatti,anche lì un albero-delle zattere ‘permisero’ ad Omero di giungere ad Itaca.E solo che gli alberi non parlano anche se possono avvertire umori e sensazioni.In questo senso
L’arte dei materiali è come un urlo liberatorio che si oppone alle intemperie della tempesta,nel silenzio.Una sorta di quiete dopo la tempesta nel lungo ed arduo Cammin di Nostra Vita.La scena in questione,è solo in questo senso, un minimo impulso Al focolaio dei mille fili del telaio del tessitore.Azionarli tutti insieme come
un movimento reattivo senza la tensione giusta che ne qualifichi visivamente l’istinto,non avrebbe senso.Oggi niente e nessuno qualifica il valore e le sensazioni collettive,tranne un altro sentimento ‘immateriale’ devastante come l’economia. E questo può portare al tracollo spirituale,cui la cornucopia della natura può assisterti fino a un certo punto.Poi scatta la tragedia inaspettata dello spirito.
4) Considera in questo senso Nietzsche come un realista neoclassico,o un ideale utopista del risorgimento Umano delle emozioni,una sorta di giudice super partes del Romanticismo.E se si,come si relaziona a ciò dal suo punto di vista.
Joseph: Si.Guardi molto sobriamente le rispondo che avrei preferito che mi avrebbe fatto la domanda su Nietzsche alla fine o cmq che l’avrebbe evitata. Se noi ci mettiamo d’accordo sulle domande da pormi,in linea di massima e come se entrassimo in sintonia su un idea,un progetto,a cui io cercherei di rispondere in maniera più aderente e leale possibile nei limiti e nel rispetto delle nostre competenze e propensioni.Io potrei dire di più,di meno,citando di più o di meno a prescindere dal fatto di non tradire me stesso ed il mio messaggio e la mia missione,non oltraggiando cmq le sue richieste, e viceversa non sentirei di minacciare il suo lavoro.In un certo senso potrei annullarmi ed offenderla,ed allo stesso modo offendere la mia arte e sminuirmi allo stesso tempo.Ma tutto questo non avviene,perché le domande non gliele faccio io e lei non mi inventa le risposte.Quindi le dico che ognuno comunica e decide di farlo come può con i mezzi che può come e quando può.La volontà e un processo astratto come lo sono le molecole ed i batteri che operano vivono e si riproducono senza che noi interferiamo nel loro excursus bioritmico.Lei ha citato Nietzsche e forse involontariamente anche dei Limiti annessi,in cui visse studio comunicò lavorò e venne ripudiato dal mondo accademico,definendosi sempre libero e mai schiavo.Fece ricorso anche alla “Nascita della Tragedia” di Wagner tra l’altro,per legittimare tra ai sensi dell’uomo,lo statuto percettivo delle propie sensazioni in un mondo nuovo, che galoppava sotto la coltre della rivoluzione industriale,già assestata per statuto a sconvolgere la tregua di pace nelle popolazioni,con la scusa camaleontica predatoria di riporne rimedio in modo più giusto equo rapido e raffinato delle varie ‘intemperie’ imperiali e delle epidemie.In che modo poi questo ‘Suo’ sentore preventivo nei confronti di un mondo poi predestinato al tramonto,possa e debba,attribuirsi in fortuna e sfortuna nei vari Codici di riferimento Umano non lo so,resta comunque il fatto che da un punto di vista empirico e di pensiero,lui abbia rappresentato senz’altro per il progresso dell’uomo,in pratica quello che per il rinascimento ha potuto rappresentare Leonardo fin dopo lo statuto istituzionale dell’estetica nello spartiacque tra mondo antico e moderno.Ossia da..fino a…L’universalità del pensiero,credo sia stata la chiave del suo messaggio,su un mondo non più barbarico esplicitamente ma implicitamente se vogliamo.Così come lo era e lo è appunto quello odierno.’L’anticristo’ dell’arte in tal senso passa attraverso di lui,molto più di quello che oggi la gente possa pensare.Nel bene e nel male,le civiltà ha dovuto fronteggiarsi con soprusi ed ingiustizie.Questo non toglie il fatto,di poterne soppesare o meno in lui ingerenze negative o per lo meno solo assenti nello scempio della convenzione Plutarchica tra Irrazionalismo ed Antipositivismo.Il suo detto emblematico(Una stella ha bisogno di luce per alimentarsi) o (Ogni stella ha bisogno della tua luce per alimentarsi) non impone ed impedisce niente a nessuno a priori.Questo infatti non vuol dire che io passando dall’altra parte della barricata(dopo aver partecipato ai raid aerei per l’esercito nazista),sia stato costretto a soccombere nel limbo dei miei peccati .Tanto meno non ho provato a scambiare la giustificazione della guerra come probabile assolvimento della mia anima.L’anima nasce libera come ogni uomo,ecco perché forse l’arte ha il dovere morale istituzionale e spirituale di educare alla libertà,partendo dall’interesse generale verso il singolo.Questo non potrebbe essere viceversa,altrimenti avrebbe voluto dire nell’inconscio della sua palese espressione(nel mio caso specifico),che avrei potuto salvarmi da tutto il resto in ogni modo come per ‘grazie divina’,pur essendo stato abbattuto dagli americani.Non lo sono,e non avrei potuto esserlo in nessun modo realisticamente.Non solo perché hanno rischiato di abbattermi ed uccidermi,ma soprattutto perché il riflesso psicologico e cognitivo della mia arte,vuole andare alle origini estreme dell’evoluzione umana e se possibile al pre-pensiero di ciò,annullando quindi quel crocevia di false verità che nella demiurgicità del mio Amore per Foggia non troverebbero posto in quanto qui proprio nel ’43 vi furono migliaia e migliaia di vittime.Il perché o il per come resta alla tragedia della storia ed alla memoria delle nuove generazioni,che perciò devono continuare ad essere educate alla verità. Detta così,sembri che io rappresenti per la Daunia quello che Nietzsche a rappresentato per la Germania.Nella mia vita non ho rimpianti,perché certa comunicazione e modo di fare arte non ha barriere e confini.Resta libera come una tradizione,anche con i suoi riti magici e le sue credenze.Il fulcro del focolaio per la ribalta interconnetiva tra vari media e strumenti e materiali,sta proprio nella ribalta spettacolare che l’uomo può scegliere di interpretare in essi a partire dalla natura.Diversamente e come se io fossi un pesce fuor d’acqua.Come non essere d’accordo coi ‘Suoi’ Paletti.
5) Senta.Ha appena enunciato,citato, il grande bombardamento che Foggia ha subito Nel ’43 ad opera degli Americani alleati per scacciare l’occupazione dei Tedeschi di cui Lei era arruolato e combattente.Secondo Te,dove finisce la verità che sta nel mezzo ed inizia la presa di coscienza che poi può salvare uno stato una Repubblica dall’essere vittima dell’oppressione e dall’invasore,rapportandone sempre i risvolti della tua arte e la tua visione dell’arte a proposito in un contesto di società occidentale avanzata, multidisciplinare e multiculturale come quella della tua e della nostra epoca.Fino a che punto è sempre lecito edulcorarne i linguaggi verso dei totem che poi come Tu stesso dicevi possono rendersi anche controproducenti nella società massificata del commercio e del consumo. Oppure cioè,a volte l’arte come surrogato
e condizione antichissima nell’uomo,nelle sue maestranze, può deve ed è chiamata
a tirarsene fuori.
Joseph: Ti risponderò brevemente,come fosse la mia risposta una ‘Novità Status’ dell’essere dell’uomo nella società Attuale.Ovvero come se fosse una moda,pur io per eloquenza non rappresenti la moda,l’andamendo del mercato.Potrei approcciare a ciò,immedesimandomi ad esempio in un massiccio tronco d’albero,in cui mi verrebbe a dovere costruito un abitat ultra moderno con tutti gli optional immaginabili per lo spazio angusto a disposizione.Dopo di chè, mi si lanciasse attraverso un torrente o un fiume in piena come se la mia presenza all’interno del tronco non ci fosse.Se aggiungi di riprendere le varie seguenze del percorso,al fatto che io mostri con disinvoltura di parlare al telefono o sorseggiare qualcosa nella mia ‘ergonomica’ protezione intra-visibile,ne dedurrei subito di tramandarti lo specchio di una società che ‘Pur’ essendo stata sulla luna non riesce a porre dei freni alla sua vasta maleducazione che attua nei confronti della terra attraverso l’inquinamento ed il disboscamento selvaggio.Farei cioè in modo selvaggio artisticamente quello che Rauschenberger tentò di proporre con la sua Opera ‘Satellite’ per la nuova chiesa di S.Giovanni R. progettata da R.Piano e dedicata al Frate delle Stimmate.Diciamo che taglierei la coda al cane e gli toglierei anche la pezza in questo senso.Distinguerei tale performance a sua volta diversa per l’uso e l’impiego a seconda dei casi,senza detrarla dell’ipotetico o effettivo valore che il mercato nel suo rendiconto complessivo o speculativo potrebbe adoperare su di essa per anestetizzarla rendendola asettica.Mi spiego,se tale performance passasse su mtv ad esempio o finirebbe nelle destinazioni d’uso delle agenzie di pubblicità(la cosa è la stessa indipendentemente dalla nicchia d’utenza a cui si riferisce),non vuol dire fino in fondo che poi essa stessa non riesca nel complesso a rendere di più nel panorama artistico di riferimento..chessò come Fotografia e Gallerie artistiche.A prescindere dalla volontà o meno di destinazione finale che l’artista intende approntare su di essa,penso comunque in primis che nel secondo caso non alimenti più del dovuto la macchina consumistica su scala planetaria più di quanto abbia poi ‘influito’ la pop art nel complesso sulla coca cola.Per certi versi,credendo ad oltranza nell’evoluzione del mercato sul plasmarsi nella mente della gente e dei popoli,questo alla lunga potrebbe portare ad una sana ed anche utopica ma pacifica involuzione in tal senso,potendo goderne assieme al fattore percettivo della spettacolarizzazione umana attraverso una sintonia pacifica ed individial-collettiva.Lo so è la via più lunga e difficile.Ma a mio avviso il mercato,e l’arte può condizionarsi e condizionare dall’interno verso l’esterno.E viceversa senza l’uso bellicoso della guerra e della violenza.In soldoni più facile a farsi che a dirsi come disse il grande.
6) Senta Beuys.Lei ha parlato di immagine e spettacolarizzazione,natura e spiritualità annesse attraverso l’uso ed intervento più o meno diretto in questi processi artistici d’osmosi, della sua Persona ed in generale dell’uomo rapportandosi al movimento Fluxus di cui è importante Testimonial in veste di Sciamano e riconosciuto interprete dell’arte contemporanea del ‘900 apunto. Dovesse darsi un voto.Alla tua personalità come artista ed alla tua persona come Uomo.Che margine interporresti da un minimo ad un massimo.Come a dire,da dove cominceresti e ti fermeresti tra i numeri.
Joseph: Adesso sarò breve e non potrei più mentire in quanto dovrò essere schematico senza diventare una scommessa:Da 1 a 10, e da 10 a 1. Però giunti al picco del primo livello,aspetterei un attimo a scemare o scaricarmi.Sai anche nella tecnica dei moderni apparati tecnologici vige ineluttabile il processo di carica e scarica dei condensatori.In questo senso è come se i miei passaggi con video in video,rappresentassero in un certo punto di vista il mezzo con cui oggi il transistor, dalla sua invenzione ha ‘nuclearizzato’ l’immagine video e televisiva.Cerco così mediante l’irrazionale attraversamento della realtà riprodotta,di trasmettere attraverso l’immagine la sensazione ‘ultramolecolare’ ed atomica impazzita scevra da ogni emissione chimica che agisca sulla forza del pensiero taumaturgico verso la realtà, a volte spietata e sanguinosa delle stessi leggi di sopravvivenza che agiscono nelle dimensioni naturali,compresa in quella umana.Scarnifico in questo senso il sacrificio della Bestia sul sentimento del suo Abitat,dal resto del mondo,isolandolo e ricongiungendolo attraverso un grado di ragione che non è più il grado zero,ma il mezzo con cui scegliere di far agire l’istinto sul fine della partecipazione condivisa della sorpresa e dello shock,che non è retorica ma processo artistico sull’emotività.
7) Senta Johseph, in conclusione molto direttamente.Mi è parso di capire in Lei che le Correnti filosofiche come quelle ideologiche o politiche non riescano a trovare se non un ruolo definito almeno,una sorta di prevalenza a priori diremmo,a partire dalla sua nascita.Lei reputa in questo senso la vita,la sua vita e la nascita come qualcosa interdipendenti alle altre categorie materiali del creato o della natura in senso escatologico,oppure sono solamente come da lei indicato delle tappe di crescita e di
Ricomprensione,per poi crescere ulteriormente.
Joseph: L’importante in questo senso credo,sia preservare e proteggere.Alimentare buone speranze e prospettive per le generazioni future agendo per il miglioramento del rinnovamento.Come esseri biodegradabili e non macchine come dicevo prima,
non si può illudersi di essere immortali (agendo per quanto mi concerne attuandomi su fenomeni comunicativi e creativi) pensando di illudere chiunque con la sola presunzione edonistica egoistica riferita in senso più ampio ed ‘impuro’ al fatto dell’ereditarietà cognitiva ed artistica a tutti i costi.La sfera affettiva in tal senso penso vada misurata nei diversi contesti qualitativi e performativi di crescita di ognuno.Non è detto che essere un automa per forza anche se fai l’operaio,ti escluda da tutto il resto solo eventualmente per il fatto di non poter cambiare il Sistema.L’aggregazione culturale e sociale e tanto importante al processo ed alla vita di una comunità avanzata e rurale,quanto lo possa essere l’economia e le sue regole in generale,per l’operaio maggiormente.Con la differenza ad esempio che colpire il singolo in un organismo più Ampio di sostegno al Sistema vasto, riesce e passa attraverso una sostanza ‘vitale’ ed un impressione differente,che si potrebbe meglio scorgere ad esempio se il potere in tal senso stesse in mano a tutte le corporazioni dei pastori del mondo.Bene contro male,naturale contro artificiale,puro contro contaminato,ricco contro povero,ed alla fine povero contro povero.Provare ad osare l’equazione con tale ultima variante dipendente in modo da renderla indipendente è il tipo di messaggio che il mio ‘modus operandi’ ha cercato di trasmettere e vuole trasmettere.Molte persone lo incarnano, poiché sanno ed a volte non sanno di agire per una giusta causa.Arrivare ad avvicinarsi alla verità del mezzo tra due buone ragioni,credo che ad ogni livello sia il lavoro dell’arte per l’artista.Gli avamposti dei valori di rispetto e condivisione sono solo insiti nell’acceno della scintilla tra due sassi,nei volti stanchi delle persone e nelle esperienze tragiche che hanno segnato nello specifico questo territorio,nelle eredità che i figli devono cercare di migliorare dai Padri.Tutto il resto è storia evoluzione ed involuzione.Già riuscire nel complesso a tracciare un piano d’asse costante nella vita,credo sia il risultato che venga prefisso ad ognuno già prima della nascita.
Senta Beuys,questo dialogo franco tra noi le ha fatto in fondo pensare a qualcuno dei suoi tanti critici e pensatori suoi connazionali e contemporanei,oltre al già citato e per altro non imposto Nietzche.(?)
Joseph: Che io possa risalire o rifarmi attraverso questa mia ‘dialettica’ ai pensieri e alle esperienze interpretative di gente che agiva lavorava e viveva anche come il sottoscritto,in periodi particolarmente duri e pericolosi,’paradossalmente’ non esclude il fatto che,riagganciandomi al fattore moda come processo deleterio-industriale,li possa far tutti interagire in maniera interdipendente con me ed io con loro.
La base di partenza penso anche dell’arte,sia quello come detto di attraversare confini,alimentare dilemmi e fantasie,provocare inquietudini e domande,ricercare la dove si avverta la necessità di riempire un vuoto o una mancanza avvertita.Che io possa o meno citare, fare a meno o aver bisogno di Mozart o Wagner e della Classica,delle riflessioni di Rieckle o di Panovsky o Adorno,delle attuazioni epiche-sceniche contemporanee che a loro volta da Brecth si sono dipanate e così via per le ‘involuzioni’ sempre attuali di Shaw..piuttosto che approcciare al Bauhaus e ai loro maestri;andiamo a rimarcare un tema su cui penso mi sia già espresso eloquentemente.Difendere il passato per un futuro migliore attraverso la catarsicon la natura nell’istituzione di un messaggio artistico culturale e sociale più poliglotta possibile,credo renda anche un pò di merito ed onore a tutti questi grandi maestri che Hai citato.Ed anche per tutte quelle persone che,condizioni sociali o meno a parte,riescono comunque a farti interagire ancor prima con loro,con il pensiero proiettato alla scelta dei materiali naturali e non.Ossia, Mercati e sovrastrutture a parte,non prescindendoli questa volta come dei totem da raggiungere a tutti i costi e con ogni mezzo.
9) Senta ‘ultima’ domanda e finalmente chiudiamo.Lei è stato anticipatore di molte correnti ed ha influenzato moltissime generazioni di giovani artisti in tutto il mondo.Napoli in Italia è stata la sua città adottiva assieme a Foggia.Dovesse sciegliere chessò un pittore che ha anticipato a sua volta dei movimenti influenzando con la sua opera e poetica, poi anche addirittura altri processi artististici in altre modalità e con finalità alla fine non poi tanto dissimile,da quello che oggi è per l’arte il paradigma
della globalizzazione.
Joseph: Su tutti alla Luce di quello che abbiamo detto e ridetto,sicuramente il pittore Edward Hopper coofondatore assieme ad altri suoi colleghi\studenti del primo gruppo artistico americano.Cioè il gruppo degli 8 del 1908.
10)–Perché—?
Perché pur essendo Americano e contemporaneo,e compiendo frequenti viaggi in Francia ed in Europa durante la sua formazione,non venne mai in Italia.Sicuramente l’ultimo dei motivi,che non avrebbero infatti senso per me.Ma comunque (scherzi a parte)è bene ricordarlo così in questa circostanza,per rendergli oltre il dovuto tutto il merito il rispetto la grandezza di cui gode nella sua fama già comunque ampiamente conclamata nel mondo dell’arte a livello mondiale.Prima di Warhol e dopo il ‘riordino delle avanguardie’ degli anni ’20,e tra la realtà fotografata delle strade e dei luoghi americani attraverso la pittura,e comunque sempre dopo gli oggetti\soggetti-nonOggetti;e sempre prima degli hardware per fotografarli.Così, volutamente dissimili eppure ‘uguali’ in ogni tempo e luogo.
–Grazie Joseph.
–Beuys:di niente.A te.
(Mucciarone Filippo) fimucc@tin.it